Musica, Riflessioni

Quando eravamo giovani (ora siamo vecchi)

La musica del decennio 2000-2009 è la migliore. Lo dico con la nostalgia nel cuore e la voce tremolante di chi ha vissuto la guerra. La migliore. Io avevo dai 6 ai 15 anni. Ascoltavo di tutto, guardavo TRL tutti i giorni, mi arrabbiavo e stringevo i molli pugnetti quando al primo posto della classifica c’erano cantanti che odiavo (= Tokio Hotel) , attaccavo con perizia tutte le foto di Duncan James che riuscivo a trovare scandagliando l’edicola (internet non era un’opzione, non lo usavo ancora, ero in quinta elementare) alla mia porta. Mandavo i messaggi a quel programma di MTV in cui bisognava mandare i messaggi. Insomma ci ero dentro di brutto. Ho avuto anche un fase emo. Ho bruciato tutte le foto del periodo e ho venduto la mia anima a satana così che le persone che conosco ne parlassero il meno possibile. Quasi quasi annullo tutti i miei sforzi e vi ci faccio un post.
Ancora prima di scoprire MTV e TRL avevo insistito per avere uno stereo in cameretta e avevo cominciato a chiedere dei cd e un lettore cd portatile (sempre stata una mocciosa viziata). Ascoltavo Ricky Martin, Nek, Alex Britti, gli 883, Masini. Avevo un sacco di compilation Festival Bar. La Blu era la migliore ogni anno, non si sa perché. E vinceva sempre il cantante di cui mandavano il video come sigla. #investigate #gombloddo
Comunque, erano già molto avanti. Riguardando video e robe varie, sia in ambito italiano che in ambito americano e straniero, un sacco di cose che adesso fanno parlare e danno materiale ai magazine (internescional) online erano okay, ci si stava, erano di muoda, sticazzi, si ci facevano meno domande (o forse ero io che avevo 14 anni e mi facevo meno domande, però questo è il mio blog quindi io vi offro il mio punto di vista e puppa).

Mie cose prefe della musica negli anni 2000-2009/riflessioni random

1) Lo smalto fluo del cantante dei Dari in Cercasi AAAmore e l’ombretto rosa fluo del tastierista, Cadio. In generale lo styling dei Dari.
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2) Il femminismo del ghetto di Xtina in Can’t Hold Us Down. Nel video Xtina c’aveva i ricci neri e delle tette pazzesche che ti facevano ciao ciao dal top rosa. Sono sicura che ce lo ricordiamo tutti e se non ve lo ricordate avete una scala delle priorità scandalosa e non vi ci voglio qui.
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3) Alex Britti. Ma di Alex Britti cosa? TUTTO. La sua esistenza. Ti devo tutto Alex.

4) Candy Shop di 50 Cent. Che riascoltata adesso farebbe arrossire pure Rocco Siffredi, però io la cantavo con l’innocenza puerile di bambina e mi piaceva un sacco. Probabilmente ci sculettavo pure un po’ sopra quando giocavo a fare la velina. Una ragazza rovinata.

5) Sean Paul. E se devo spiegarvi perché allora siete le stesse persone che non si ricordavano del top rosa di Xtina e non capisco cosa ci fate ancora qua. SCIÓ.

6) Bella Vera degli 883 contenuta in 1 in + del 2001. DUEMILAUNO. Prendiamoci un momento per elaborare questa informazione.
Pezzo più letterariamente valido (fidatevi di me, io studio lettere) quello in cui un Max arrapato come un riccio ci spiega il segno dell’abbronzatura sull’anca della Bella:

Sale su quanto basta
il perizoma a lato
e passa la vita bassa
dei jeans e arriva fino
all’anca la curva bianca
le forme sottolinea e
dona, tanto s’intona,
alla tua pelle bruna.

Poesia.
Chicca: da piccola non capivo il pezzo in cui diceva “o rifiorisci a maggio” e cantavo ERIPIODISCIAMMAGGIO.

7) Eros Ramazzotti. Come per Alex Britti. Però ho una riflessione in più da fare a questo punto.
Riascoltato adesso Eros Ramazzotti è un gran fricchettone di sinistra. Sempre lì a parlare dei giovani, di cambiare il mondo, della speranza di un domani migliore, di gnocca. Vitalismo e utopia. E gnocca. E questo ci porta tramite collegamento per contrasto (artifizi letterari, fidatevi di me, io studio lettere) al numero 8.

8) La pesantezza inesprimibile di Paolo Meneguzzi. Ma voi ai tempi ve ne rendevate conto? Uno struggimento senza fine. Quando non si lamenta perché la tizia non capiva che la amava allora si spertica in dichiarazioni d’amore pazzesche. Però #plottwist Paolino sa anche essere tutto un po’ pepe rosa e tradisce (vero o falso?) la sua bella. Perché quelli melensi poi manco te ne accorgi e te la mettono al culo.

Ci sarebbe da andare avanti tutta la notte. Ci sono i Blue, Gwen Stefani, Luca Dirisio, I CAPELLI ROSSI DI CREMONINI IN QUALCOSA DI GRANDE, I GREEN DAY, NESSUNO É SOLO DEL PROFETA TZN FERRO *urla come un cetaceo morente*, ma io ho pietà di voi e ve la risparmio. Cià. Siamo vecchi.

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Accadimenti

Cani Vecchi 

Grazie a quel social di nudità, persone che si vestono così male che le amo, complotti omosessuali e nefandezze che è Tumblr ho scoperto una pagina Facebook eccezionale.


In pochissime parole, è un’associazione ameregana che provvede a raccattare cani vecchi spesso in cattive condizioni o abbandonati o malati e a dargli cure, affetto e un luogo dove stare per tutto il tempo che gli rimane.

Ora, come ho affermato poco tempo fa su tuitter in uno slancio di punkitudine (ciao Mirko) e sincerità primitiva, a me gli animali stanno sul cazzo. Sono belli da guardare o da rebloggare su Tumblr e sono buoni per l’instagram ma ho sempre paura che caghino nei pressi della mia persona e roba così. Tipo siamo amici e tutto io ti gratto dietro le orecchie tu ti strusci un pochino però poi mi molli che sennò mi viene l’ansia. Un po’ come con le persone in realtà.

Dicevo. Per quanto io sia una persona dal cuore di ghiaccio che non ama gli animali o comunque ognuno coi suoi spazi questo amore è una camera a gas, vedere una roba così mi ha scaldato il cuore e me lo ha un po’ sciolto infatti adesso andrò incontro a gravi complicazioni cardiache. Dannati canidi.

La mia parte preferita, a parte le buffissime foto di questi cani bruttarelli e un po’ decrepiti che sembrano vecchietti che guardano i cantieri, stanno seduti sotto ai portici a maledire la vita, urlano alle nuvole e altre attività tipiche della terza età, sono i commenti. (Quello e immaginare che frase da anziano sta dicendo il cane in foto. Di solito con la voce di nonno Simpson.) Commenti affezionati e carini di chi segue la pagina da un po’, conosce i nomi dei cani, si informa sul loro stato di salute, condivide le storie del proprio animaletto domestico. Una tenerezza che io non lo so.

Esempio a caso di post tipo della pagina:  
 I commenti:   Her opinion means a lot. Amo moltissimo.

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 “Spegni quella porcheria hippie e trovati un lavoro vero, Linda.” 

 “Mi passi il telecomando che devo guardare Ballando con le stelle?” “No.” 

 “Ai miei tempi le star della tv non potevano dire: bocce, chiappe, rutto, rutto di chiappe, gabinetto, mutande, ding dong, matrimonio da Boston, Titicaca, salame e meloni frontali.”

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Musica

Perché Harry Styles è meglio

Di te, di noi, di tutti quanti in questo sassolino nelle galassie che noi chiamiamo Terra.
(Che merda sto font? Come si cambierà?)

Perché è un adorabile deficiente che dice e fa cose stupide, parla lento, si impappina, tiene i piedi in modo buffo (probabilmente provocandosi dei danni alla schiena ma The Dork Aesthetic™ è più importante) e gioca coi bambini e cade sul palco. Insomma è un imbranato.

 

Perché si veste come il figlio illegittimo di Mick Jagger e Florence Welch o come un principe bucolico hipster e rock ‘n roll. Negli anni ci ha donato spunti di stile preziosi e non ha paura di mettersi pantaloni da donna, stivali glitterati, completi fiorati, skinny jeans bianchi al limite del soffocamento o lo smalto sulle unghie. Anzi, fondamentalmente se ne sbatte le balle. E poi Gucci by Alessandro Michele e arrivederci e grazie.


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Perché non ha paura di parlare delle cose a cui tiene e a cui crede davvero.

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Per non parlare delle sue amicizie fighe con gente tipo Alexa Chung, dei suoi tuit da sbarbina indie senza senso, del suo senso dell’umorismo ridicolo, della sua risata, del suo pretenziosissimo comprare oggetti di arte contemporanea.
Insomma. Harry Styles è una divinità fatata mandataci dall’alto per rendere la nostra permanenza sulla terra un po’ meno grigia.

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