Accadimenti, Riflessioni

La Grande Legge della Fine

Nel grande fluire degli universi della vita del tempo dei pianeti di tutte le cose visibili e invisibili (dat reminiscenze del catechismo) le cose nascono e muoiono. Succede e basta. Non ci possiamo fare assolutamente nulla. Non so chi decide come quando e perché, probabilmente il caso. E noi muti. Ci possiamo incazzare ma tanto è inutile. La Grande Legge della Fine non ci si incula di pezza. Perché dovrebbe poi.
Passano le stagioni, passano i dolori, passano le cose belle e brutte. É un Legge cieca, che non guarda in faccia nessuno. Siamo solo formiche di formiche in uno spazio tempo che è indicibilmente immenso. Non siamo nulla, siamo attimi, anche meno.
Io lo so che è così, ma saperlo non la rende facile.

Cosa fai quando una mattina ti svegli e ti rendi conto di non provare più nulla di quello che provavi? Quando smetti di amare una persona che hai davvero amato, genuinamente amato, amato di quell’amore che ti sembra incontenibile e che ti ingrandisce il cuore, che non ce lo tieni più nel petto, balza fuori continuamente, è pieno, senti la pressione e il calore? Come la gestisci? Con chi te la prendi? Tu ci avevi creduto davvero. Avevi lottato contro un sacco di cose, avevi imparato a saltare ostacoli, avevi investito. Poi puf, più nulla. É una piccola morte. E non puoi maledire nessuno. Dio, forse, ma tanto non esiste. L’universo, ma è troppo grande, non dà soddisfazione. Semplicemente non puoi farci nulla. A me questa cosa fa impazzire. Non poterci fare nulla. Aspettare che passi e basta. Io odio aspettare, io ho bisogno di prendermela con qualcuno. Anche me stessa va bene. Ma in questo caso non ha senso, no? Mica è colpa tua se quella luce si è spenta, mica è colpa tua se le cose cambiano, le persone cambiano, i rapporti cambiano e a un certo punto non hai più nemmeno tanta voglia di coordinarli tutti, questi cambiamenti. Di non farli cozzare, di farli andare di pari passo così che nessuno resti indietro, di continuare a far girare i piatti sui bastoncini. Hop hop, fai girare il primo poi subito il secondo poi il terzo poi di nuovo il primo. Non vuoi più. Non sai perché. La Grande Legge della Fine ha deciso per te. E sono solo cazzi tuoi. Deal with it.

E quindi ti devi riaggiustare. Devi farci i conti. Devi dare spiegazioni. Ti devi abituare a non avere più quello che avevi avuto per tanto tempo. Il pensiero sciocco e infantile che oh dai, sarò una merda ma nel mondo c’è almeno una persona a cui frega una sega di me, questo è certo. Era rassicurante, la vocina sottile in un angolo della testa, ti aiutava. Te ne rendi conto davvero solo dopo. Devi fare del male a una persona, devi fare del male a te stessa, devi forzarti a interrompere quella che ormai era abitudine. Non un’abitudine triste, era un’abitudine dolce. Niente più. Ciao e arrivederci. É stato bello. Non sei tu sono io. Non hai scampo. É l’unica soluzione. É una forzatura, è disumano.

E non è tutto. La Grande Legge della Fine (sta grandissima stronza) non solo ti costringe a tutto questo, Lei fa anche diventare estranea quella persona. Perché è sadica. Sei lì che ti struggi perché insomma devi accettare di esserti in qualche modo spenta e in più devi anche accettare che una persona che ormai era parte attiva della tua vita presto (prestissimo) diventerà una completa estranea. Una persona che conoscevi come le tue tasche, con cui hai condiviso moltissimo, per cui hai sfidato te stessa e gli altri, con cui hai fatto cose mai fatte e provato cose mai provate, presto non sarà più nulla. Tra poco ne dimenticherai la voce, la sfumatura esatta del colore dell’iride al sole, le espressioni buffe. Cambierai telefono e perderai il numero, tra 5 anni o forse meno non ricorderai dettagli che adesso ti sembrano vitali, non ricorderai le date, il primo bacio, i viaggi in macchina, la maglietta che aveva al primo appuntamento. Tutto. Dimenticherai tutto. Il tempo non sistema le cose, il tempo te le fa dimenticare. É esattamente questo il problema.

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Cinema

Redenzione

Io ho un debole per i cattivi deboli. I cattivi che non sono davvero cattivi. I cattivi che fanno cose brutte perché sembrano essere forzati dalle circostanze. I cattivi che strizzano l’occhio al bene. Blink Blink ;). Ovviamente si parla di finzione perché la vita vera non esiste, lei non mi vuole, io non la voglio e in ogni caso puzza. Gne.

Ogni volta che un efferato serial killer, un pazzo criminale o chicchessia mostra anche un secondo di pentimento, mostra un’appena accennata dualità, un fermento interno (o finge di farlo) io sono lì che soffro come un cane e urlo DIVENTA BUONO!!!! PENTITI!!!!! TIFO PER TE!!!! SEI LA VITA MIA OCCHI DA CUCCIOLINO!!! LO SAPPIAMO CHE LA VITA FA SCHIFO E CI SPINGE A FARE NEFANDEZZE MA TU PUOI VINCERLA!!!! Sempre. Se le persone pensano “e se finge? E comunque perché perdonarlo? E poi non avrebbe senso proprio a livello di trama.” io sono lì che abbocco come una mammalucca e mi prendo male per loro. Perché di base sono una patatina tenerina che crede nel cuore delle carte e nelle persone. Sono il Silente di stocazzo. Le storie di redenzione sono le mie preferite. I’m a slut for storie di redenzione. Se poi chi si redime è un ragazzo fragile con la suofferenza dentro che ne ha passate tante ed è così arrabbiato e magari c’è pure la scena in cui frigna e si rende conto sgomento o lotta contro se stesso allora addio. Consideratemi già lì coi fazzoletti, il mini pony di peluche e il moccolo al naso.

Esempi vari ed eventuali più relativo spiegone. Ce ne sarebbero altri ma poi diventa un casino. (Probabilmente spoiler a caso quindi fate attenzione e riferimenti chiari solo a chi ha visto i film e i telefilm)

1) Kylo Ren (Redenzione possibile, speranza ancora viva.)
Se mi seguite su tuitter ormai lo sapete. Lo sanno pure i muri. Io spero nella sua redenzione. Io lo so che in quel momento, quando ha fatto quella cosa (!) lui non voleva davvero. Lui ha davvero ponderato di non farla. Aveva la sofferenza negli occhi, era disperato, pensava di essere ormai andato troppo avanti nel lato oscuro per poterci ripensare senza conseguenze. Si è sentito costretto. Non ha finto. É profondamente infelice. E le vostre sterili considerazioni su cosa è più logico ai fini della trama e su cosa dedurre visti i film precedenti non mi importano. Io sono una persona matura che sta sulle proprie posizioni e che risponde BLABLABLA NON TI SENTOOOO a queste vostre ridicole insinuazioni. Come potete essere così senza cuore? Come potete non sperarci nemmeno un po’ a dispetto di tutto? Mostri.
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2) Kilgrave (Redenzione impossibile, speranza praticamente morta.)
Questo lo inserisco solo per dimostrarvi quanto io sia un caso disperato. Avete presente quelle due o tre puntate in cui pareva che si fosse in qualche modo corretto? Quando è venuta fuori la storia dei suoi genitori, quando si è dichiarato a Jessica, quando l’ha aiutata a salvare quella donna, quando Jessica è andata a vivere con lui e lui si è incazzato perché la vicina la importunava ricordandole cose spiacevoli? Ecco. Io ci ho creduto. Come una stronza. Credulona ingenua col cuore di burro. Ditemi che per un secondo ci avete sperato pure voi. Ditemi che non sono così disperata. Ancora oggi mi fermo e penso a quanta influenza abbiano avuto le circostanze a creare il mostro che era Kilgrave. In percentuale.

3) Bucky (Redenzione praticamente avvenuta, speranza balla sulle vostre tombe.)
AH! Bucky Barnes! The Winter Soldier! Patatino Patatone! Cucciolino Cucciolone! L’amore ti ha salvato! (Tecnicamente l’amicizia, ma non importa.)
Bucky Barnes era il BFF amiche del cuore per sempre mignolino mignoletto di Cap prima che diventasse Cap. Poi succedono cose (guardate i film) Cap diventa Cap e si mette a fare la valletta del Bagaglino, Bucky Orsetto del Nostro Cuore parte per la guerra e non si trova più, Cap decide di entrare davvero in guerra per lui, lo salva, lo mette nella sua squadra, durante una missione lo perde tragicamente, diventa un polaretto, viene ritrovato negli anni 10 (“ma è inverosimile!” Cretini è un film di supercosi, non è Piero Angela) com’è come non è Bucky è sopravvissuto, i cattivi gli hanno fatto il lavaggio del cervello, lo usano come super sicario, ovviamente gli chiedono di ammazzare Cap, Cap lo riconosce, lui no, alla fine sì. Cap non ha più bisogno di fare come Paris Hilton e mettere su programmi trash per trovare la sua amica del cuore, si allontanano mano nella mano nel tramonto, arcobaleni multipli attraversano l’aere, angeli suonano l’arpa. Tutto è bene quel che finisce bene. La mia sete di redenzione viene appagata. Ho pianto come un animale ferito. Beccatevi la gif di una scena molto dolorosa del film e poi guardate il film per contestualizzarla. Prego.

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4) Nux (Redenzione avvenuta, finisce male uguale, forse è catarsi, forse vita di merda.)
Nux è un War Boy (ogni volta lo sento dire mi parte Bad Boys in testa, vabbè, non si esce vivi dagli anni 80). Praticamente è al mondo per combattere per difendere il suo padre (?) padrone Immortan Joe. Vuole morire per lui, per il Valhalla, è pronto a farlo e probabilmente lo è sempre stato, anzi, non vede l’ora di farlo, c’ha la vernice cromata sempre pronta, non vede l’ora di sacrificarsi e di morire eroicamente sulla Fury Road. Alla fine succede, ma lui nel frattempo è passato dalla parte giusta. Forse è merito dell’amore, forse del fatto che per la prima volta è uscito dalla bolla in cui era stato inserito dalla nascita, forse è riuscito finalmente a vedere altro, ha aperto gli occhi. Simple as that. Mi ha affascinata moltissimo. Tutto il film lo ha fatto. Speravo vivesse, speravo si godesse i frutti della sua redenzione, del suo essere diventato migliore. Ma io spero sempre un sacco di cose.

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