Riflessioni

05:12

Sono seduta a terra. Nel balconcino condiviso al pianoterra. Sono le 05:01. Giovedì mattina. Ma proprio mattina. Ascolto Il Mondo Prima. Mi arriva una goccia sul naso ma non mi sposto. Fa freschino. Mi stringo nella felpa grigia. Il cielo è azzurro macchiato di grigio. Le nuvole. Aspetto l’alba. Il mondo prima che arrivassi te era bello. È una bugia. Io il mondo non l’ho mai visto bello per più di un’ora, per più di una mattina di sole, per più di un istante, per più di un bacio. Sento dei tuoni in lontananza. Ho delle cose da fare, delle commissioni. Sono importanti, le commissioni, mi aiutano a sentirmi utile, funzionante, attiva. Mi danno l’impressione di star facendo effettivamente qualcosa. Scrivo sulle note dell’iPhone. Quella che pare una mini zanzara cammina sullo schermo illuminato rischiando la morte per mano dei miei pollici che si muovono sulla tastiera velocissimi, cercando di seguire il filo dei pensieri. Una zanzarina temeraria. Tremo, non so bene se di freddo o di sonno o di qualcosa di più sinistro. Spero che la mia coinquilina non decida di affacciarsi al balcone, alle 05:09 di un giovedì mattina di giugno. Mi troverebbe qui, rannicchiata, coi piedi nudi, le cuffie e il cappuccio tirato sopra. Sarebbe difficile da spiegare. Io non ci riesco ma ti seguirò lo stesso. È cambiata la canzone. Una palude. Che crudeltà inutile, riproduzione casuale. La zanzarina si è salvata volando via. Io sono ancora qui ad aspettare l’alba. 05:12.

Annunci
Standard