Fiction

Nella mia immaginazione

Nella mia immaginazione è sera. Sei seduto ad aspettarmi da qualche parte. Uno scalino, forse. Io ho una pelliccia colorata e fintissima che mi fa sembrare una vera cretina. Il cappuccio tirato su. Fa freddo. È febbraio. Ci stiamo vedendo per la prima volta. Arrivo con la mia mezza corsetta impacciata, rumore forte di scarponi che pestano il suolo. Ha nevicato? A febbraio nevica, così al nord? Rischio di inciampare? Forse piove. Ti alzi. Mi vieni incontro un po’ esitante. “Ciaooo” mi dici, la o allungata dalla tua cadenza fortissima. Magrolino, le mani rosse, il sorriso tirato di chi è un sacco ansioso, forse emozionato, sicuramente infreddolito. “Ciao” ti dico. I capelli in faccia, in bocca, al vento, pigiati dal cappuccio di pelliccia colorata. Le mani strette nelle tasche. Non uso mai guanti. Tremo un po’. Sorridiamo. Dondolo un po’ sul posto come faccio sempre quando sono imbarazzata. Ci osserviamo per un attimo, siamo avidi, siamo curiosi. Io non riesco a guardarti negli occhi per troppo tempo, ti guardo i piedi, mi guardo i piedi, mi guardo intorno. “Dove andiamooo” “Non lo so, dove vuoi”. Non conosco il posto, mi sono trasferita da poco. Camminiamo fianco a fianco, svelti. I miei piedi sembrano essere la cosa più interessante che io abbia mai visto, sto lì a studiarmeli un po’. Tu continui a stropicciarti le mani, fai il disinvolto, chiacchieri. Vedo che con la coda dell’occhio mi sbirci, un po’ mi fa piacere, sorrido in silenzio. È una bella serata di febbraio, nella mia immaginazione.

Annunci
Standard